giovedì 28 marzo 2013

Meshell Ndegeocello


Meshell Ndegeocello (nata a Berlino con il nome di Michelle Lynn Johnson, 29 agosto 1968) è una cantaurice americana, figlia di un sergente dell'esercito americano. A 17 anni adotta il nome Meshell Ndegeocello che in lingua Swahili significa "libera come un uccello".
Ha collaborato con vari artisti tra cui Herbie Hancok e John Mellencamp  famoso è il loro duetto in Wild Night, una cover di Van Morrison).
Nel 2012 ha pubblicato un disco di cover  intitolato  Pour une Âme Souveraine dedicato a Nina Simone.
Meshell è bisessuale e soffre di epilessia fotosensibile ed è suscettibile a crisi indotte dai flash e dalle luci quando si esibisce dal vivo.

giovedì 21 marzo 2013

ciao Pietro


Pietro Paolo Mennea (Barletta, 28 giugno 1952 – Roma, 21 marzo 2013) è stato un atleta, politico e avvocato italiano.
Olimpionico (1980) e detentore del primato mondiale dei 200 metri piani dal 1979 al 1996 (con il tempo di 19"72, attuale record europeo). Si laurea a Bari una prima volta in scienze politiche, poi consegue anche le lauree in giurisprudenza, scienze dell'educazione motoria e lettere.
Ciao Pietro campione dentro e fuori la pista.

mercoledì 13 marzo 2013

Show me the way


Chi di voi si ricorda di Peter Framptom?? Quel chitarrista biondino che suonava la chitarra con una specie di tubo in bocca e assomiglia ad uno degli otto figli della famiglia Bradford.
Peter Frampton nasce in Inghillterrra a Beckenham, il 22 aprile 1950. Lui e David Bowie erano alunni dell'istituto tecnico di Bromley e di conseguenza i Little Ravens band di Peter suonarono spesso assieme alla band di Bowie chiamata George and the Dragons.
 Assieme a Steve Marriott, ex cantante degli Small Faces fondò gli Humble Pie; in seguito collaborò con Jerry Lee Lewis. Inizierà poi una carriera importante da solista che si farà conoscere con successi come Baby I Love Your Way, I'm In You  e Show Me The Way; pubblicherà anche l'album Frampton Comes Alive!, una raccolta dal vivo delle sue canzoni più significative e che sarà uno degli album più diffusi degli anni settanta risultando inoltre attualmente il "live" più venduto di sempre.

martedì 12 marzo 2013

Dan Stuart


Dan Stuart, già leader dei Green on Red, è uno dei più ispirati e profondi cantautori della sua generazione. Equidistante dalla tradizione folk/rock e da quella punk, torna con un nuovo album "The Deliverance of Marlowe Bill" registrato assieme agli italianissimi "Sacri Cuori". In realtà il disco è uscito verso la fine dello scorso anno ma io sono riuscito a recuperarlo solo ora.

angelo caduto


Questa è per te caro amico mio. Non ci sono parole per dire quello che provo, mi resterà solo il ricordo del tempo passato assieme e delle molte risate e bevute.Ti porterò sempre con me. CIAO

giovedì 27 settembre 2012

 Coro degli alpini 


Non vi spaventate è un promo ralizzato per il programma di Paolo Rossi su Sky di qualche mese fa.
La cosa straordianrdia è che questo coro degli alpini, il cui nome corretto è Coro Alpino "Monte Orsaro" ANA Sez. Parma, interpreta un modo sublime la celeberrima canzone di Prince: Purple Rain. Peccato non esista la versione completa del pezzo ma solo questo promo.
Mazinga Polverini


Una divertente parodia musicale, sulle note della sigla del famoso cartone animato deglia anni 80', dell'ultima settimana della Polverini; realizzata per youtube dal gruppo delle The Barbarelle

giovedì 20 settembre 2012

Tom Waits
due splendidi brani del Tom Waits che più mi piace



venerdì 7 settembre 2012

adorabili vecchietti

Vi ricordate i GREE on RED, vi ricordate quanto indisponente era Dan Stuart.
Questo è un video del 2006 e anche se invecchiato Dan continuaa ad avere la solita faccia da sberle.
Comunque faccia da sberle o no sono stati una grande band.


domenica 2 settembre 2012

Tolleranza

"Dai fumatori si può imparare la tolleranza, mai un fumatore si è lamentato di un non fumatore" (Sandro Pertini)

venerdì 31 agosto 2012

patetico Clint.

Clint Eastwood da sempre è stato uno dei miei attori e registi preferiti, fin dai tempi di Sergio Leone, dove se diceva 3 parole in tutto il film era tanto. E avrebbe fatto bene a stare zitto anche ieri sera e strasene a casa invece di andare alla convention repubblicana a Tampa.
Le simpatie politiche di Clint sono note da tempo, ma vederlo sostenere la candidatuta  del conservatore Mitt Romney e di quel bigotto e decisamente piu conservatore del suo vice Paul Ryan, esponente di punta del  Tea party, e stato veramente sconfortante.
Non che io sia un fervente soatenitore di Obama, ma almeno è uno che ci prova. Comunque vedere per credere


giovedì 30 agosto 2012

Tamira


Timira è un romanzo meticcio che mescola memoria e documenti d’archivio, invenzione letteraria e verità storica, scritto a sei mani da un trio narrante altrettanto meticcio: un’attrice italosomala di ottantacinque anni, un plurilaureato di Mogadiscio con due cittadinanze e un cantastorie italiano dal nome cinese.

In uno dei capolavori del neorealismo, Riso Amaro di Giuseppe De Santis, oltre a Silvana Mangano in hot pants, compare una strana mondina dalla pelle scura. Dice poche battute, poi scompare.
Alcuni mesi dopo, ricompare come schiava africana in Fabiola, un peplum di Alessandro Blasetti datato 1949.
In quello stesso anno, la compagnia teatrale di Tatiana Pavlova, porta in tournée il dramma Lunga notte di Medea di Corrado Alvaro. Nel ruolo di Layalé, la schiava nera di Medea, recita la stessa attrice: Isabella Assan.
Ma Assan non è il suo vero cognome. E’ il nome di sua madre, Ashkiro Hassan, una donna somala del clan degli Habr Ghidir. Isabella non la vede da quando aveva due anni.

1927. Somalia Italiana. Giuseppe Marincola è un maresciallo di fanteria e le sue giornate sono simili a quelle degli altri commilitoni: al mattino addestra un manipolo di dubat, al pomeriggio spara sulle tribù ribelli, di notte fa l’amore con una ragazza del posto. Tra una spedizione punitiva e l’altra, gli nascono due figli, ma a differenza dei suoi commilitoni, Giuseppe decide di riconoscerli, di battezzarli e di farli crescere in Italia, dove trova rapidamente una donna da sposare
Giorgio e Isabella diventano così due marziani a Roma, black italians negli anni di Mussolini, dell’Impero e delle leggi razziali.

4 maggio 1945. Val di Fiemme. Tra i cadaveri dell’ultima strage nazista sul territorio italiano, viene trovato il corpo di un ragazzo di colore. Ha sulla pelle il marchio del lager di Bolzano e molti pensano si tratti di un soldato anglo-americano.
Giugno 1945. Due amici di Giorgio Marincola danno a Isabella la notizia che il fratello è morto, in Val di Fiemme, mentre con altri partigiani cercava di disarmare una colonna di SS.

Settembre 1990. Antar Mohamed prepara le carte per ottenere la cittadinanza italiana. Dichiara di essere figlio di un’italiana, Isabella Marincola, ma c’è un problema. Sul suo certificato di nascita compare un altro nome, Timira Hasan.
Maggio 1991. L’ambasciatore Sica fa rimpatriare dalla Somalia in guerra l’ultima cittadina italiana rimasta a Mogadiscio. Dal passaporto risulta chiamarsi Isabella Marincola, ma in altri documenti compare come Timira Hasan. In Italia ha un figlio, ma non ha una casa.
Timira racconta l’avventura di Isabella Marincola proprio a partire da qui, dal suo essere profuga in un paese in bilico, l’Italia del biennio ’91/’92. (tratto dal blog di WU MING)

 

lunedì 27 agosto 2012

Live in Volvo

L'amore e cieco, Dio è amore, Ray Charles è cieco, quindi Ray Charles è DIO (Vinicio Capossela- live in Volvo 2007)
Profeti marinai.......

Ho visto persone così povere ma così povere che l'unica cosa che hanno sono i soldi. (Vinicio Capossela)
Hondo


Anche questo telefilm del 1967 venne trasmesso sempre nei primi anni 70' Tele Koper Capodistria.
Il telefilm è basato sulla trame omonimo film del 1953 interpretato da Jhon Wayne
Laramie


Questo telefilm (allora si chiamavano così) del 1959 ando in onda negli USA fino al 1963. Per noi  terrra di confine venne trasmesso da Tele KOPER Capodistria nella prima metà degli anni 70'.
E' la storia dell'amicizia di due cow-boys e del loro ranch.

mercoledì 1 agosto 2012

addio caro vecchio Gore


All'età di 86 anni se ne andato una delle più grandi voci critiche degli Stati Uniti, Gore Vidal scrittore, saggista, sceneggiatore, e anche candidato politico, che amava provocare e scandalizzare l'America.
Figlio di Eugene Vidal e Nina Gore, nasce all'Accademia militare degli Stati Uniti, dove il padre è istruttore aeronautico. Non appena ha inizio la sua carriera letteraria, sceglie come nome il cognome del nonno materno Thomas P. Gore, senatore democratico dello stato dell'Oklahoma.
Cresce a Washington D.C., dove frequenta la St. Albans School. Il nonno materno, il senatore Gore, è cieco, e il nipote, che legge spesso per lui, di tanto in tanto gli fa da guida: ciò gli consente l'accesso, insolito per un bambino, ai corridoi del potere. L'isolazionismo del senatore Gore è uno dei principi ispiratori della filosofia politica di Vidal, che ha sempre criticato con fermezza l'imperialismo americano. Non a caso, oltre a un'innumerevole serie di saggi sull'argomento (molti dei quali pubblicati in Italia), ha scritto un ciclo di romanzi che descrive proprio il passaggio degli Stati Uniti da repubblica a impero: le cosiddette Narratives of the empire sono un ciclo di 7 romanzi che abbracciano la storia americana dai primi dell'Ottocento alla seconda guerra mondiale.
Ma fu il romanzo che scrisse a poco più di 20 anni che scandalizzò l'America puritana del dopoguerra e segnò la sua carriera: il libro "The City and the Pillar", tradotto in Italia La statua di sale, in cui si racconta la storia, con tratti fortemente autobiografici, di un giovane che scopre la propria omosessualità. Si tratta per certi aspetti del primo romanzo americano che tratti con estrema disinvoltura della passione di un ragazzo per un suo coetaneo senza cadere nella caratterizzazione dell'omosessuale effeminato dominante nell'immaginario collettivo (non solo americano).
Per circa trent'anni ha vissuto in Italia, prima a Roma e poi a Ravello in costiera amalfitana. Dopo la morte nel 2005 del compagno di una vita, Howard Austen, ha venduto la villa La Rondinaia a Ravello ed è ritornato stabilmente a Los Angeles.
Rockollection
 

I giovani degl'anni 70' si ricorderanno sicuramente di questa canzone di Laurent Voulzy, che veniva fatta suonare in tutti i juke box. 
La canzone di per se non è nienti di speciale ma ha una particolarità: al testo originale in francese si alternano cover di brani anglo-americani degl'anni 60'.
Rockollection racconta la vita di un adolescente degl'anni 60' con tutto i temi dell'epoca: il liceo, le ragazze con la gonna a pieghe e la coda di cavallo, le vacanze in campeggio, il lavoro estivo per comperarsi la chitarra, i negozi di dischi e il sogno americano. Nell'ultima stroffa si capisce che il ragazzo è cresciuto e ha nostalgia di quel epoca, delle radio e dei cantanti che hanno segnato quel periodo della sua vita.

domenica 8 luglio 2012

La Freccia Nera


"La freccia nera" è uno sceneggiato televisivo del 1968, diretto dal regista Anton Giulio Majano e liberamente tratto dall'omonimo romanzo di Robert Louis Stevenson.Gli episodi furono 7, in onda sul primo canale della Rai dal 22 dicembre 1968 al 2 febbraio 1969, con Loretta Goggi e Arnoldo Foà.

lunedì 2 luglio 2012

Corrri ragazzo vai


Orzowei è il titolo di un romanzo di Alberto Manzi (noto principalmente per essere stato il conduttore della trasmissione televisiva Non è mai troppo tardi, messa in onda fra il 1959 ed il 1968),pubblicato nel 1955 e da cui hanno avuto origine una popolare serie di telefilm.
Isa, un bambino bianco abbandonato nella foresta del Sud Africa, viene trovato ed allevato come un figlio da un vecchio grande guerriero e da una vecchia nutrice, ambedue appartenenti ad una tribù di Bantu di etnia Swazi. A causa della sua pelle chiara, Isa non riesce a farsi accettare del tutto dai membri del villaggio, che per schernirlo lo chiamano Orzowei, il "trovato". Particolarmente ostile è Mesei, il figlio del capo del villaggio. A causa del pregiudizio razziale, Isa non viene accolto fra gli adulti guerrieri della tribù pur avendo superato la drammatica prova dell'iniziazione. Decide quindi di allontanarsi dal villaggio e si rifugia nella foresta, dove viene accolto da una tribù di Boscimani e nuovamente adottato come un figlio dal saggio Pao. Pao stesso però, inviterà Isa a conoscere i bianchi, insegnandogli ad amarli e a capirli. Verrà a contatto con una comunità di Boeri, i quali lo tratteranno peggio di quanto abbiano fatto i neri fino a quel momento - dai bianchi prenderà anche delle frustate. Poco più che tollerato, tornerà tra i neri suo malgrado, Orzowei si troverà a lottare contro gli Swazi che lo hanno allevato per primi, e a porre fine al conflitto sconfiggendo proprio il suo nemico di sempre, Mesei.
La serie televisiva Orzowei, il figlio della savana, co-produzione italo-tedesca (per l'Italia Oniro Film di Gioacchino Sofia), fu trasmessa sulla prima rete RAI, alle 19:20, a partire dal 28 aprile 1977. Protagonista nel ruolo di Orzowei era Peter Marshall. Il Capo dei Boeri era interpretato da Stanley Baker che, quando "Orzowei" fu trasmesso in Italia, era già deceduto da tempo.